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Il Gallo

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Nel tentativo di raccontare la storia del progetto del giornale del centro, ci è sembrato opportuno proporla così come fu pubblicata in un articolo a cura dell'ideatore dell'iniziativa, Denis Ceccarelli:

"Il Gallo nasce e canta due volte"

Nasce nella veste attuale nel 2007, quando, dopo avere accettato il primo incarico di docenza di cultura, pensai che fosse necessario trovare una via grazie alla quale gli allievi potessero appassionarsi alla scrittura, senza dovere essere intrappolati nelle gabbie scolastiche di grammatica e sintassi. L’idea di redigere un giornale mi sembrò vincente e, in fondo, rappresentava un modo per fare convergere diverse discipline, che altrimenti, come spesso accade, sarebbero rimaste confinate all’interno di compartimenti stagni fatti di insegnanti e materie. In questo modo la narrazione di un viaggio poteva costituire l’innesco per una riflessione storico-geografica, la descrizione di un capolavoro in officina poteva essere un modo simpatico per approfondire la tecnologia, la cronaca di una giornata di festa poteva diventare un modo per socializzare ed integrare le numerose etnie che costellano il nostro centro di formazione. Inoltre, la ricerca fotografica, la necessità di impaginare e di consegnare un prodotto finito in tipografia, potevano essere un’importante occasione di apprendimento dell’informatica, della matematica e, soprattutto, dell’acquisizione di strategie di problem solving.

“Solcare il mare all’insaputa del cielo”, serendipità, imparare facendo, imparare ad imparare, ecco quello che avevo in mente quando proposi all’ex direttore Michele Palmarini la mia idea. Questi guardò subito compiaciuto la proposta, come se gli avessi portato in ufficio un vecchio amico: dopo avere frugato per un po’ tra cassetti e scatoloni, mi mostrò un giornale che veniva pubblicato 20 anni prima, scritto e disegnato tutto a mano e pubblicato con un ciclostile, grazie allo sforzo degli studenti di allora, che successivamente sono diventati insegnanti o genitori di allievi che oggi frequentano il medesimo centro. Inutile dire che il progetto ebbe la benedizione della direzione, dalla quale mutuammo il nome: sembrava un passaggio naturale ribattezzare la nuova edizione dando continuità al passato, perciò chiamammo il giornalino “digitale” con lo stesso nome di quello “antico”: IL GALLO.

La prima edizione fu molto ricca e piena di contributi da parte degli allievi. Questo successo ci motivò e ci spinse a replicare e consolidare l’esperienza, al punto che da allora ci sono state mediamente 4-5 pubblicazioni per anno formativo.

Il nuovo direttore, Sergio Barberio, al suo ingresso nel 2008 scelse di rafforzare l’iniziativa, concedendoci di pubblicare a colori il giornale in tipografia, mentre, fino ad allora le stampe erano fatte in casa in bianco e nero.

Negli anni, pur avendo affinato la forma e la veste grafica, il giornale ha conservato le sue caratteristiche di spontaneità e freschezza. Pur non avendo altra pretesa che mettersi a servizio dell’apprendimento e della libera espressione degli allievi, il gallo è, sempre più, un omaggio gradito dalle autorità in visita e, nella sua veste multimediale, molto scaricato anche on line.

Una novità particolarmete gradita dagli allievi è la pubblicazione a fine anno formativo di un inserto speciale nel quale, a mo' di collage, sono raccolte le foto dei volti di tutti gli allievi.

La chiosa finale della nostra microstoria, mi porta a ringraziare coloro i quali hanno sostenuto l’iniziativa, genitori, allievi ed insegnanti, ed hanno fatto sì che l’apprendimento della cultura diventasse un giocattolo e la scuola sua scatola.

Grazie".

Nella sezione download sarà possibile conusltare e scaricare tutti i numeri del giornalino pubbicati fino ad oggi.

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